La lenticchia: legume prezioso e ricco, ma povero di grassi

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Coltivata già da circa 9000 anni fa nella mezzaluna fertile, la lenticchia (Lens culinaris) è stata la prima leguminosa a granella ad essere domesticata ed assieme all’orzo e al frumento, ha costituito le basi dell’agricoltura.
Nel racconto della Genesi il pastore sedentario Esaù vende la sua primogenitura in cambio della minestra di lenticchie e pane al fratello Giacobbe, nomade cacciatore stanco del suo viver quotidiano. La lenticchia diventa così simbolo della supremazia dell’agricoltura sulle forme più arcaiche di economia, compresa la caccia, e immagine di un domani sicuro e confortevole.
La lenticchia è un legume prezioso presente sulle tavole greco-romane sia sotto forma di minestra che di farina usata per la panificazione assieme a quella di altri cereali.
Mangiare lenticchie a Capodanno è ancora d’auspicio di ricchezza e felicità per l’anno futuro.
A lente grande o piccola; dai cotiledoni di colore giallo o arancio; dai tegumenti di colore giallo-verdognolo, grigio, bruno o nero; di Castelluccio, di Colfiorito, di Santo Stefano di Sessanio, di Onano, di Altamura, di Mormanno, di Villalba, dal centro al sud Italia la lenticchia offre un ricco ventaglio di biodiversità.
Ricca di proteine (24,6 g/100 g) – superiori in quantità a quelle presenti in un etto di fesa di bovino – sebbene povere di aminoacidi metionina e cisteina, perfette da complementare con le proteine vegetali in piatti unici con pasta, riso e alti cereali;
Povera di grassi
Ad alto contenuto soprattutto di ferro (in media 5,1 mg/100 g) – in quantità superiore alla carne di cavallo (3,8 mg/ 100 g). Le lenticchie rosse e scure arrivano fino a circa 8 mg/100 g);
Ad alto contenuto di fosforo, potassio, zinco e di selenio, quest’ultimo minerale in quantità variabile a seconda della ricchezza del suolo nel territorio di provenienza. Ad alto contenuto di vitamine del gruppo B, come tiamina, vitamina B6 che sostengono il metabolismo energetico e di folati che, oltre ad essere molto utili in gravidanza, insieme alla vitamina B6 abbassano il livelli di omocisteina plasmatica, un fattore di rischio cardiovascolare superiore al colesterolo cattivo;
Ricca di sostanze bioattive che ci proteggono dalle malattie cardiovascolari, infiammatorie intestinali e diabete tra cui vanno ricordate:
Amido Resistente e fibra che riducono il picco glicemico dopo i pasti;
Fitosteroli e saponine che contrastano l’assorbimento del colesterolo;
Oligosaccaridi ad azione prebiotica ossia favorente lo sviluppo dei bifido batteri nel colon;
Sostanze polifenoliche ad azione antiossidante (tannini e flavonoidi) in quantità superiore agli altri legumi soprattutto nelle varietà scure;
Per la magia della forma o per il racconto biblico di Esaù, la lenticchia non merita la fama solo di moneta di scambio preziosa ma di cibo porta fortuna da consumarsi per tutto l’anno!
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