La vera pandemia: il grasso che infiamma

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PERCHE’ SI INGRASSA? UN PROCESSO CRONICO INFIAMMATORIO

Il tessuto adiposo può depositarsi in zone diverse del corpo a seconda che la dominanza ormonale sia di tipo maschile o femminile. Diversi tipi di sovrappeso hanno differenti correlazioni fisiologiche e metaboliche.

In particolare l’eccesso di grasso addominale viscerale, quello custodito all’interno della cavità addominale  avvolgente i visceri e gentilmente che è responsabile della prominenza della pancia ha una valenza tutt’altro che da sottovalutare. Gli adipociti addominali e viscerali creano infatti uno stato di infiammazione che colpisce l’intero organismo, generando un quadro di infiammazione cronica di basso grado che aumenta il rischio di tutte le complicanze quali diabete di tipo 2, dislipidemie, ipertensione arteriosa, sindrome metabolica e malattie coronariche.

In seguito all’ingestione di un eccesso di calorie questi adipociti si riempiono di  grassi e diventano ipertrofici ossia crescono di volume. L’eccesso di grasso viscerale con adipociti ipertrofici produce particolari proteine chiamate citochine pro infiammatorie (IL-6, IL-1, TNF alfa: triade infiammatoria) che rilasciate nel torrente circolatorio lasciano la loro impronta infiammatoria dappertutto compreso il sistema immunitario ed il cervello.

Nel tentativo di impedire l’ulteriore ingresso di grassi al loro interno l’ipertrofia degli adipociti genera una profonda alterazione in senso pro infiammatorio del tessuto adiposo viscerale che diventa un organo davvero pericoloso per diverse ragioni:

  • Infiltrazione dal circolo periferico di cellule infiammatorie e dell’immunità innata (macrofagi e linfociti) in seguito alla produzione e rilascio da parte degli adipociti di molecole di adesione e chemio chine. A loro volta i macrofagi producono altre citochine infiammatorie che aggravano l’infiammazione;
  • Aumento della morte cellulare degli adipociti (apoptosi) e secrezione di TNF-alfa in seguito all’infiltrazione delle cellule infiammatorie.  La compressione stromale dovuta all’aumento di volume degli adipociti determina ipossia cellulare ossia carenza di ossigeno con l’aumento della produzione di radicali liberi e dello stress ossidativo. Il TNF-alfa insieme ad altre citochine pro infiammatorie riducono la produzione da parte degli adipociti di particolari proteine dette adipochine ad azione antinfiammatoria tra cui l’adiponectina.
  • Alterazione del metabolismo lipidico e glucidico degli adipociti che diventano poco sensibili all’ingresso dell’insulina e incrementano la loro attività lipolitica. In questa condizione gli adipociti cominciano a rilasciare nel torrente circolatorio un eccesso di glicerolo, lattato e acidi grassi liberi risultanti dalla demolizione dei trigliceridi. Il lattato peraltro diventa nuovo substrato per la sintesi di nuovo glucosio con conseguente iperglicemia.
  • Alterazione proinfiammatoria di tutti gli organi periferici –gli acidi grassi liberi rilasciati del tessuto adiposo raggiungono e vanno a depositarsi in tutti gli organi compresi il fegato, i muscoli, il pancreas ed il midollo osseo creando un quadro di lipotossicità generale con compromissione delle funzioni metaboliche ed endocrine di questi organi. L’infiltrazione di grassi nel fegato comporta la comparsa di steatosi epatica con un aumento delle transaminasi e in particolare della proteina C reattiva. L’infiltrazione di tessuto adiposo nel fegato, tessuto muscolare e pancreas comporta l’alterazione del metabolismo dei carboidrati con l’instaurarsi della conduzione di insulino resistenza. Questo significa che l’insulina non riesce più a far entrare il glucosio dentro le cellule perché non trova più le sue porte sulle cellule che consumano gli zuccheri e la glicemia sale creando nuova tossicità generalizzata. L’insulinoresistenza a sua volta causa nuovo deposito di grasso in un circolo vizioso che si autoalimenta. La stessa cosa succede per la leptina, una proteina normalmente prodotta dalle cellule adipose per segnalare il livello di scorte adipose all’ipotalamo nel cervello dando un segnale di stop all’alimentazione e sazietà. Più è elevato il contenuto di grassi rilasciati nel sangue e più le cellule dell’ipotalamo diventano sordi alla leptina instaurando una condizione di leptino resistenza e conseguente perdita dei meccanismi di controllo fame sazietà.

Non di minore importanza il deposito di grasso nel midollo osseo compromette la funzionalità del midollo rosso emopoietico da cui derivano globuli rossi, bianchi e piastrine con un conseguente deficit delle potenzialità sistema immunitario. Contemporaneamente i linfociti T avranno meno energia per replicarsi a causa della condizione di insulino resistenza e del minore ingresso di glucosio al loro interno.

Nello specifico caso dell’ infezione da SARS-COV-2 il tessuto adiposo diventa una vero e proprio serbatoio del virus a causa della maggiore presenza sulle membrane degli adipociti ipertrofici delle porte di ingresso – i recettori ACE-2. All’interno del tessuto adiposo il virus può restare per lungo tempo. Questo spiegherebbe l’altissima correlazione tra diabete mellito di tipo 2 e obesità e l’infezione da SARS-COV-2.

QUANDO I NUTRIENTI PRENDONO LA STRADA DELLA PANCIA

L’infiammazione cronica persistente si associa a stress ossidativo, insulino resistenza, glicazione e acidosi metabolica ed i nutrienti alimentari prendono la strada della pancia mentre gli altri organi deperiscono.

Per ogni chilo di grasso accumulato in eccesso si formano tre chilometri di nuovi capillari sanguigni. Questo significa aumentare il carico di lavoro del cuore costretto ad aumentare la frequenza cardiaca e la pressione  sanguigna, causando gravi malattie cardiovascolari.

Negli uomini si assiste alla riduzione del livello di testosterone con evidenti conseguenze sul desiderio e appetito sessuale oltre a far diminuire la sensazione di forza ed energia.

Il tessuto connettivo ed il sistema dei capillari linfatici del tessuto adiposo vengono compromessi ed il drenaggio  dei grassi attraverso il sistema linfatico viene ridotto con conseguente linfedema, aumento della ritenzione idrica e dell’accumulo adiposo agli arti inferiori che diventano sempre più dolenti.

La massa muscolare e il numero di mitocondri che bruciano i grassi diminuisce con conseguente rallentamento metabolico e ostacolo alla perdita del peso.

PERDERE POCO PER GUADAGNARE TANTO

E’ sufficiente ridurre la massa grassa in eccesso anche solo del 10%, in particolare del grasso accumulato all’addome, per ottenere salutari e significativi risultati sul proprio stato di salute, di riduzione dell’infiammazione, dei livelli di trigliceridi e colesterolo, dei dolori ossei e muscolari e il recupero di maggiore fisica e psichica. Perdere peso significa avere un sistema immunitario più efficiente e rispondere anche meglio a vaccinazioni.

COME PERDERE GRASSO ADDOMINALE IN MANIERA EFFICIENTE

E’ indispensabile soffermarsi sull’analisi e la modifica dello stile di vita della persona con diversi obiettivi:

  • controllo del peso e della circonferenza addominale
  • dieta antiinfiammatoria con moderazione del contenuto di carboidrati complessi, riduzione/abolizione dei carboidrati ad alto indice glicemico, riduzione/abolizione dei grassi alimentari dannosi;
  • attività fisica ed esercizio fisico programmato;
  • pratiche per la gestione dello stress;
  • integrazione specifica volta a stimolare la capacità del fegato di scaricare i grassi, migliorare le funzioni del sistema linfatico e contrastare la disbiosi intestinale.

Fonti bibliografiche:

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Dalle calorie alle molecole. Il nuovo orizzonte nel controllo del peso. Pier Luigi Rossi. Conosci e scegli il tuo cibo. Aboca edizioni.

Maffettone P. and Laursen P. (2020). The perfect storm: Coronavirus (Covid 19) Pandemic meets overfat Pandemic

Kruglikov, I., Scherer, P. (2020). The role of adipocytes and adipocyte‐like cells in the severity of COVID‐19 infections. Obesity.