Foglie di borragine in pastella

Borragine: foglie, fiori e semi terapeutici e alimentari
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Ingredienti:

Circa 20 foglie giovani di borragine fresche

per la pastella:

150 g di farina 00

200 ml di acqua

sale

Procedimento:

   

Eliminate i gambi,  lavate sotto acqua corrente le foglie più tenere e asciugatele con cura su di un panno. Mescolate la farina con il sale e l’acqua fredda in una ciotola fino ad una consistenza omogenea e abbastanza densa e intingere le foglie di borragine. In una padella adatta per la frittura scaldate l’olio extravergine di oliva (di arachide o di girasole ad alto oleico) e friggete le foglie di borragine fino a quando saranno dorate. Fate asciugare su un piatto ricoperto di carta assorbente.

Curiosità e proprietà nutrizionali della ricetta

E’ una ricetta antica molto costumata nelle campagne dove queste frittelle avevano la fama di bistecche del cafone. Oggi in maniera molto più elegante possiamo considerarle come un gustosissimo piatto vegetariano e vegano.

La modalità di cottura proposta aiuta a sfruttare meglio l’azione tonica e vitalizzante dell’acido gammalinoleico (contenuto nelle foglie di borragine) a carico del sistema nervoso . Per approfondire le proprietà della borragine leggete il mio articolo al link https://www.angelagiuliani.it/4314/borragine-foglie-fiori-e-semi-terapeutici-e-alimentari/

Piccoli accorgimenti per la qualità: Per una buona frittura usate una padella grande in cui friggerete in abbondante olio poco alla volta le foglie avendo cura di rimuovere i residui di pastella. Usate l’olio extravergine di oliva, ma per un sapore meno deciso e meno intenso si può utilizzare olio di oliva, oppure olio di arachide e olio di semi di girasole ad alto oleico che hanno un alto punto di fumo rispetto agli altri oli di semi altamente insaturi. La frittura delle verdure, se ben fatta, preserva il contenuto vitaminico delle verdure e ha un’azione di stimolo epatico coleretica e colagoga (in quanto la frittura stimola la liberazione di bile nell’intestino) con effetto lassativo e depurativo. Questo significa che, in assenza di patologie  epatiche e pancreatiche, una volta a settimana la frittura non fa male.

L’ideale è poi accompagnare il fritto con una porzione di verdure crude ricche di acqua di vegetazione e/o frutta per  agevolare il lavoro del fegato e dei reni.